Francia Simon, sul fronte dei diritti civili

Quando Francia Simon voleva iscriversi alla scuola secondaria, ha scoperto di essere sprovvista di certificato di nascita. Cresciuta in povertà, in un villaggio della Repubblica Dominicana, che accoglie rifugiati haitiani, all’età di nove anni, è stata abbandonata con la madre, dal padre in parte dominicano. Ha dovuto, quindi, ricorrere all’aiuto di una zia per ottenere l’iscrizione al registro civile e la documentazione che le ha permesso di continuare gli studi.

Una volta appreso che ogni bambino e ogni bambina ha diritto a un’identità che includa nome, cognome e nazionalità, ha deciso di mettere a frutto la sua esperienza, conoscenze ed energie, per aiutare altri coetanei e coetanee, e garantire loro accesso all’istruzione e l’assistenza sanitaria, rendendoli meno vulnerabili a situazioni di sfruttamento e la tratta di minori. Francia si è battuta per anni con l’obiettivo di migliorare questa situazione, andando di porta in porta nella sua comunità, per informare le famiglie e guidarle attraverso la complessa procedura di richiesta, che spesso viene respinta a causa dell’origine haitiana.

“Per la mia età e la mia piccola statura, pensavano di potermi mandare via, ma non mi sono lasciata intimidire”.

 

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