In questa giornata, la solidarietà de Il Toro e la Bambina va, in particolare, alle donne e le bambine iraniane, e ancora, a tutte quelle ostaggio della guerra.

Blog di Geopolitica di Maddalena Pezzotti
Wardi, una bambina palestinese di undici anni, vive con tutta la famiglia, in Libano, nel campo profughi dove è nata. Il bisnonno Sidi è stato uno dei primi a stabilirvisi, dopo essere stato cacciato dalla sua casa in Palestina, dall’esercito israeliano, nel 1948. Continua a leggere “The tower: il film di Natale”

L’orrore e la sofferenza del popolo palestinese nella denuncia dell’occupazione militare illegale israeliana del vignettista Naji al-Ali, profugo palestinese in Libano all’età di dodici anni. Continua a leggere “Essere bambina in Palestina”

All’inizio dell’anno, il Toro e la Bambina ha riportato la vicenda di Hind Rajab, una bambina di sei anni, intrappolata in macchina, con gli zii e la cugina, sotto il fuoco delle forze armate israeliane.

Nella giornata commemorativa della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal fascismo, a coronamento della resistenza italiana al nazifascismo, ricordiamo e ringraziamo le 35 mila donne che operarono come combattenti, le 20 mila patriote, con funzioni di supporto, le 70 mila donne iscritte nei gruppi di difesa della donna e per l’assistenza ai combattenti per la libertà, le 4.653 donne arrestate, torturate e condannate dai tribunali fascisti, le 2.756 donne deportate nei lager tedeschi, le 2.900 donne giustiziate o uccise in combattimento, le 512 commissarie di guerra, le 1.700 donne ferite, le 19 donne medaglia d’oro, e le 17 donne medaglia d’argento.
Carlo Centemeri, Paolo Fresu, Daniele Di Bonaventura, Giovanni Sollima, Renzo Rubino e la Sbanda, e Davide Angelica, da alcune delle località più significative della Resistenza italiana.
Dal 2019, anche quest’anno nel mese di febbraio, il Toro e la Bambina pubblica Redemption Song di Bob Marley. La cover di Alicia Keys si aggiunge a quelle di John Legend, Laureen Hill e Ziggy Marley, i Gentleman e Ky-Mani Marley, e Chris Cornell.
Dal 2023, il Toro e la Bambina pubblica la canzone Masters of War contenuta nell’album The Freewheelin’ Bob Dylan (1963). Riscrittura dell’antica canzone tradizionale inglese Nottamun Town, nell’arrangiamento della cantante folk Jean Ritchie, è un manifesto contro la guerra. La cover di Patti Smith si aggiunge a quelle di Pear Jam, Ed Sheeran, e Chris Thile.
Continua a leggere “Masters of War (Bob Dylan) – Cover di Patti Smith”

Il quartiere Nalewki, nella città vecchia di Varsavia, nel quale gli appartenenti al gruppo etnoreligioso ebraico avevano vissuto nel corso della storia, venne trasformato, il 16 ottobre 1940, dalle truppe occupanti del criminale di guerra, e cancelliere del Terzo Reich, Adolf Hitler, in un ghetto circondato da un muro. Continua a leggere “Immagini iconiche: i bambini si arrendono a Varsavia”


Dal 1932 al 1933, i britannici incarcerarono Mohandas Gandhi nella prigione di Yeravda a Pune in India. Durante la detenzione, il leader pacifista tesseva le tele dei propri indumenti, avvalendosi di uno charkha, un arcolaio portatile. Continua a leggere “Immagini iconiche: Gandhi e l’arcolaio”
Ogni anno, a febbraio, il Toro e la Bambina pubblica Redemption Song di Bob Marley. Dal 2019, oltre alla versione originale, sono state proposte le cover di John Legend, Laureen Hill e Ziggy Marley, i Gentleman e Ky-Mani Marley, e Chris Cornell. Continua a leggere “Redemption Song”
La canzone Masters of War è contenuta nell’album The Freewheelin’ Bob Dylan del 1963. Si tratta di una riscrittura, con un nuovo testo, dell’antica canzone tradizionale inglese Nottamun Town, nell’arrangiamento della cantante folk Jean Ritchie (1922 – 2015).
Continua a leggere “Masters of War (Bob Dylan) – Cover di Pearl Jam”

Nell’islam classico, l’imām, “guida” dall’arabo, è il capo spirituale supremo dopo la morte di Maometto. Continua a leggere “Pillole: Imām”


Jato Sonita, o la bambina foresta, ha 14 anni e vive in Cameroon. Ha deciso di mettere il proprio talento artistico e musicale al servizio dell’educazione popolare per “sanare il mondo”.

Reporters sans frontières o Reporter without borders, organizzazione non profit, con sede a Parigi, e status consultativo presso le Nazioni Unite, è stata fondata in linea con l’articolo 9 della Dichiarazione universale dei diritti umani, e l’obiettivo di salvaguardare il diritto all’informazione. Rilascia un rapporto su base annuale, il World press freedom index, che analizza lo stato dell’arte della libertà di stampa in 180 paesi ed è arrivato alla sua ventesima edizione. Continua a leggere “La libertà di stampa nel mondo”

L’immagine più bella della Terra mai ottenuta occupa più di 100 Mb e ha una risoluzione di 121 megapixel, catturata in uno scatto dal satellite russo Elektro-L. Continua a leggere “Giornata della Terra”
Chillchi parita (abuela grillo in spagnolo e nonna grillo in italiano) è un canto della comunità ayoreo della Bolivia che si rifà a un mito autoctono. Continua a leggere “Giornata mondiale dell’acqua”
Como la luna aparece en el cielo / Come la luna che appare nel cielo
Como la marea que viene y va / Come la marea che viene e che va
Como las flores que nacen y mueren / Come i fiori che nascono e muoiono
Así mi cuerpo cambiando está / Così il mio corpo cambia Continua a leggere “Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze”

Blowing in the wind, composta da Bob Dylan, fu un singolo di successo del gruppo Peter, Paul & Mary, che lo eseguì nella marcia di Washington del 1963, in occasione della quale Martin Luther King diede il discorso I have a dream. La musica deriva da uno spiritual degli afrodiscendenti americani, No More Auction Block, e il testo evoca versetti biblici che pongono domande elementari sull’umanità, con la medesima risposta implicita rispetto al ripudio della guerra, in quanto contraria al supposto della vita. Continua a leggere “Blowing in the wind”
Il Canyon de Chelly, in Arizona, dichiarato monumento nazionale, è il luogo dove le popolazioni originarie degli Stati Uniti viaggiano per riconnettersi con le proprie radici. Continua a leggere “Alle radici dell’identità Navajo”

Scritta e interpretata da Vivir Quintana e Leticia Gallardo Martínez, in spagnolo e ayuujk (variante di Tlahuitoltepec, Messico) e suonata dalla banda femminile regionale “Donne del Vento Fiorito”. La banda venne fondata nel 2006 da 40 donne di diverse comunità indigene dello stato di Oaxaca. Canción sin miedo è diventata un inno contro la violenza sulle donne.

Merida è una giovane che ama la vita, abile cavallerizza e arciera infallibile. Tre lord dei clan che suo padre governa presentano ciascuno il figlio come pretendente. Dovranno partecipare a un torneo e il migliore potrà averla in moglie. Continua a leggere “Merida: il coraggio dell’indipendenza”
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