
Il rapporto delle Nazioni Unite sul terrorismo globale, che in due decenni ha realizzato una sintesi di orientamenti e modelli, è giunto alla tredicesima edizione. Continua a leggere “Lo stato del terrorismo globale”
Blog di Geopolitica di Maddalena Pezzotti

Il rapporto delle Nazioni Unite sul terrorismo globale, che in due decenni ha realizzato una sintesi di orientamenti e modelli, è giunto alla tredicesima edizione. Continua a leggere “Lo stato del terrorismo globale”
La Bambina ripubblica un articolo di attualità

Capire la geopolitica: Esempi contemporanei – La guerra marittima asimmetrica dell’Iran
Il Toro e la Bambina, 18 gennaio 2025
Durante gran parte della storia persiana, l’apprensione e il cruciale impegno per la protezione dell’estesa frontiera terrestre, da ripetute ondate di invasori, ha prevalso sul disegno di una strategia marittima. Continua a leggere “Evergreen: Capire la geopolitica. Esempi contemporanei – La guerra marittima asimmetrica dell’Iran”

Il tatreez è il ricamo a punto croce, cucito con filo di seta su lana, lino o cotone, delle donne palestinesi, nei villaggi delle zone rurali, che decora gli abiti tradizionali. Continua a leggere “L’arazzo della storia palestinese”

I curdi hanno assunto un ruolo globale per aver combattuto in prima linea, contro il sedicente Stato islamico (Isis per la sigla in inglese) in Siria e Iraq, e al fianco della coalizione militare e di stabilizzazione, istituita nel 2014, su iniziativa di Stati Uniti e altri alleati, a margine del vertice Nato di Newport. Continua a leggere “Il genocidio dei curdi del Rojava”
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Impegno armato e petrolio, la forza dei curdi indipendentisti
Il Toro e la Bambina, 20 ottobre 2017
I curdi, 30 milioni di persone dislocate su cinque paesi – secondo dati della Cia del 2014, il 18 per cento in Turchia, il 17.5 in Iraq, il 10 in Iran, il 9.7 in Siria, e due milioni di diaspora in Europa, nutrono aspirazioni di sovranità dalla fine della prima guerra mondiale, quando lo smembramento dell’impero ottomano determinò l’assetto del medio oriente. Continua a leggere “Evergreen: Impegno armato e petrolio, la forza dei curdi indipendentisti”

Durante gran parte della storia persiana, l’apprensione e il cruciale impegno per la protezione dell’estesa frontiera terrestre, da ripetute ondate di invasori, ha prevalso sul disegno di una strategia marittima. Continua a leggere “Capire la geopolitica: Esempi contemporanei – La guerra marittima asimmetrica dell’Iran”

Le origini della Corte penale internazionale (Cpi) risalgono ai tribunali militari, con competenza sui crimini di guerra, istituiti al concludersi del secondo conflitto mondiale. Continua a leggere “Grandi momenti della storia: creazione della Corte penale internazionale”

La concezione strategica dello spazio è intrinseca alla volontà di egemonia delle nazioni e si declina in differenti approcci. Di fatto, uno degli argomenti dialettici della geopolitica è la contrapposizione fra potenze di terra e di mare. Continua a leggere “Spazi strategici: rotte marittime”

Janna Ayyad: Corrispondente di guerra
Il Toro e la Bambina, 8 giugno 2018
Janna Jihad Ayyad, classe 2006, è un’attivista per la pace e giornalista in erba. Nata nella tribù Banu Tamim, è figlia della direttrice del dipartimento per gli affari della donna del governo palestinese. Ha cominciato a postare reportage sull’occupazione israeliana quando aveva sette anni, dopo l’uccisione di due membri della sua famiglia. Continua a leggere “Evergreen: Janna Ayyad. Corrispondente di guerra”

Spazi strategici: lo stretto di Hormuz
Il Toro e la Bambina, 10 maggio 2021
Il 90 per cento del petrolio estratto dai paesi che si affacciano sul golfo Persico – il 20 del totale globale -, circola per lo stretto di Hormuz, unica via verso il mare aperto per gli otto grandi esportatori arabi alleati di Washington. Sia l’Iran sia gli Stati Uniti hanno forti interessi nell’area. Continua a leggere “Evergreen: Spazi strategici, lo stretto di Hormuz”

Un passaggio obbligato nel Medio Oriente è lo stretto di Bab el-Mandeb, dall’arabo “porta delle lacrime” o “del lamento”. Continua a leggere “Spazi strategici: lo stretto di Bab el-Mandeb”

Nell’islam classico, l’imām, “guida” dall’arabo, è il capo spirituale supremo dopo la morte di Maometto. Continua a leggere “Pillole: Imām”

Iran. My Stealthy Freedom
Il Toro e la Bambina, 19 gennaio 2018
Aveva risposto all’appello di Masif Alinejad, attivista in esilio, di mostrarsi a capo scoperto – un crimine per le donne in Iran, ed è stata arrestata all’incrocio di due strade a Teheran, dove sventolava il suo hijab a maniera di bandiera bianca. Il video amatoriale ha fatto il giro del cyberspazio. Continua a leggere “Evergreen: Iran. My Stealthy Freedom”

La fatwā è la risposta fornita a un giudice musulmano da un muftī per sapere se un certo quesito sia regolamentato dalla sharī‛a e quali siano le modalità di applicazione in casi specifici trattati in diritto civile e penale. Continua a leggere “Pillole: Fatwā”

La lotta per il primato fra la teocrazia sciita iraniana e le monarchie sunnite del Golfo Persico, alla quale si è unita la Turchia, attraversa le guerre in corso nel Medio Oriente. Entrambe le parti hanno galvanizzato, e militarizzato, l’identità religiosa, per mobilitare masse e minoranze, secondo i casi, e aumentare la propria sfera di influenza. Continua a leggere “Il ritorno dell’estremismo islamico”

La forza del complesso militare-industriale della Turchia, e il disimpegno degli americani dal Medio Oriente, ne hanno facilitato il posizionamento assertivo nel teatro nei conflitti regionali. Questa autosufficienza ha sostenuto le ambizioni geopolitiche del paese in Iraq, Libia e Siria, e permesso sia l’estensione delle operazioni navali nel Mediterraneo, sia l’istallazione di basi in Qatar e Somalia. Continua a leggere “La Turchia e l’occidente”

Afghanistan. Anche le “guerre buone” finiscono male
Il Toro e la Bambina, 9 settembre 2020
Tutti i presidenti americani, dal 2001 a oggi, hanno inseguito il momento adatto per ritirarsi dall’Afghanistan, ossia quell’ineffabile punto di equilibrio fra l’intensità della guerra e la solidità del governo che permettesse un’evacuazione senza il rischio di un’ondata terroristica. Neppure uno è riuscito nell’intento e non per assenza di opportunità. Continua a leggere “Evergreen: Afghanistan. Anche le “guerre buone” finiscono male”

Il muftī è un cultore di manifesta perizia di scienze giuridico-religiose. Questa figura venne istituzionalizzata dall’impero ottomano, che creò muftī provinciali uno supremo a Costantinopoli. Continua a leggere “Pillole: Muftī “

Ritorno al futuro. Il processo di pace israelo-palestinese
Il Toro e la Bambina, 2 febbraio 2017
La Conferenza di Parigi sul Vicino Oriente del 15 gennaio non ha prodotto esiti storici, o almeno costruttivi, nel rilancio del dialogo fra Israele e Palestina. Nel limbo del processo di pace, l’erosione del capitale diplomatico, la recrudescenza fondamentalista di Israele, e la frammentazione dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp), sono le voci di coloro che la pace la costruiscono giorno per giorno, lontano dai riflettori, a essere fonte di ispirazione e speranza. Continua a leggere “Evergreen: Ritorno al futuro. Il processo di pace israelo-palestinese”

Il 90 per cento del petrolio estratto dai paesi che si affacciano sul golfo Persico – il 20 del totale globale -, circola per lo stretto di Hormuz, unica via verso il mare aperto per gli otto grandi esportatori arabi alleati di Washington. Sia l’Iran sia gli Stati Uniti hanno forti interessi nell’area. Continua a leggere “Spazi strategici: lo stretto di Hormuz”

Organizzazione costituita al Cairo, nel 1945, da Egitto, Arabia Saudita, Giordania, Iraq, Libano, Siria e Yemen del Nord, con l’obiettivo di coordinare azioni di politica estera e promuovere la cooperazione culturale nel mondo arabo. Continua a leggere “Pillole: Lega araba”

I temi che per lungo tempo hanno definito la politica americana in Medio Oriente hanno perso rilevanza. A dispetto di una maggiore complessità di fattori, Washington non ha saputo rifocalizzare e riorientare la propria presenza nella regione. Continua a leggere “Stati Uniti e Medio Oriente: si riparte dal via”

Nel 2012, l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha decretato l’Autorità nazionale palestinese (Anp) come stato osservatore non membro. Il riconoscimento è avvenuto con 138 voti favorevoli – incluso quello dell’Italia -, 9 contrari e 41 astenuti. Questa condizione le conferisce piena legittimità internazionale. Continua a leggere “Pillole: Autorità Nazionale Palestinese”

Tutti i presidenti americani, dal 2001 a oggi, hanno inseguito il momento adatto per ritirarsi dall’Afghanistan, ossia quell’ineffabile punto di equilibrio fra l’intensità della guerra e la solidità del governo che permettesse un’evacuazione senza il rischio di un’ondata terroristica. Neppure uno è riuscito nell’intento e non per assenza di opportunità. Continua a leggere “Afghanistan: anche le “guerre buone” finiscono male”

24 luglio 1148
Quattro giorni di assedio, un esercito di 50 mila uomini, guidato da due regnanti, Luigi VII di Francia e Corrado III di Germania, e una storica disfatta, che portò a conclusione la II Crociata (1147-1150), condotta dal cristianesimo contro l’islam. Continua a leggere “Almanacco: l’assedio di Damasco”

L’Olp è la sigla dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina, nata nel 1964, per iniziativa della Lega araba, come espressione politico-militare della resistenza palestinese. Continua a leggere “Pillole: Olp”
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Decimo anno di guerra. Cinque potenze mondiali e regionali coinvolte. Quasi 6 milioni di rifugiati – di cui 3.7 in Turchia, 1.5 in Libano, 600 mila in Giordania -, 6.2 milioni di sfollati interni. Più di 600 mila casi di tortura, 500 mila arresti arbitrari, oltre 50 mila desaparecidos, fra 320 e 500 mila morti, un terzo civili, esecuzioni extra-giudiziali nell’ordine delle centinaia di migliaia. Un panorama di città annientate dai bombardamenti. Continua a leggere “Il conflitto residuale siriano”

26 marzo 1979
Israele accorda la restituzione della penisola del Sinai all’Egitto. Continua a leggere “Almanacco: relazioni israelo-egiziane”

All’età di sette anni, Bana Alabed ha cominciato a documentare l’assedio di Aleppo. Con l’aiuto di sua madre, insegnante di lingua inglese, ha raccontato la sofferenza della vita quotidiana nel distretto al-Bab, roccaforte dei ribelli. Attraverso il suo account in Twitter, seguito da 370 mila persone, si è rivolta ai leader del mondo, includendo Vladimir Putin, Barack Obama e Bashar al-Assad, chiedendo di attivarsi per i milioni di bambini intrappolati nel conflitto. Continua a leggere “Il diario di Aleppo di Bana Alabed”

Hezbollāh o Ḥizb Allāh, Partito di Dio, è un movimento sciita nato in Libano nel 1982, in seguito all’invasione israeliana, nel corso della quale ha realizzato numerose e cruenti azioni. Il suo radicamento nella società è continuato anche dopo il ritiro di Israele dalla fascia di sicurezza nel 2000. Continua a leggere “Pillole: Hezbollāh”

Spesso si legge della sorpresa espressa da varie fonti per il ruolo consolidato dalla Russia in medio oriente, soprattutto in contrasto con l’atteggiamento erratico degli Stati Uniti. L’anomalia, tuttavia, non risiede nel suo attivismo, quanto nell’assenza prolungata, che ha preceduto questo grande ritorno. Continua a leggere “Si può prescindere dalla Russia in medio oriente?”

Il concetto di jihad rappresenta un elemento centrale dell’Islam, oggetto di importanti studi, intorno al quale si è sviluppata una teoria giuridica e politica. Può essere tradotto come “sforzo sulla via di Dio”.

Legge rivelata, base del comportamento dell’individuo e della comunità dei credenti. Continua a leggere “Pillole: Sharī‛a”

Il 90 per cento del petrolio estratto dai paesi che si affacciano sul golfo Persico – il 20 del totale globale, circola per lo stretto di Hormuz, unica via di accesso al mare aperto per gli otto grandi esportatori arabi alleati degli Stati Uniti. Sia l’Iran sia gli Stati Uniti hanno forti interessi nell’area. Continua a leggere “Braccio di ferro nello stretto di Hormuz”

Titolo dato a eminenti dottori di scienze religiose e giuridiche, alti dignitari della gerarchia sciita, costituenti un’aristocrazia teologica. In Iran, dall’avvento della repubblica islamica nel 1979, esercitano un forte ruolo politico. Continua a leggere “Pillole: Ayatollah”

Le alture del Golan sono un altopiano roccioso, a nord-est di Israele, fra i 1.000 e i 1.200 metri di altezza, con una superficie totale di circa 1.800 chilometri quadrati. Delimitate dal monte Hermon a nord, dal fiume Yarmuk a sud, da un suo ramo stagionale e colline degradanti a est, e dal fiume Giordano e dal mare di Galilea a ovest, sono di enorme calibro strategico-militare, in quanto forniscono un ampio dominio visivo su Israele, Siria, Giordania, e Libano. Continua a leggere “Le alture del Golan, una scuola di geopolitica”

Lo Yemen è uno degli stati arabi più poveri e con l’indice più alto di mortalità materna. La guerra è scaturita da una fallita successione politica, che avrebbe dovuto portare stabilità all’indomani della “primavera araba”, che nel 2011 forzò l’autoritario presidente, Ali Abdullah Saleh, a dimettersi, dopo essere stato al potere per trentatré anni. Continua a leggere “La lotta per la sopravvivenza delle donne e le ragazze yemenite”

Sommo monarca della ummat al-islāmiyya (comunità islamica universale). Secondo la dottrina ortodossa, deve essere musulmano, sunnita, maggiorenne, di condizione libera e discendente dei quraish, la tribù di Maometto. Istituito dopo la morte del Profeta nel 632, il califfato ha avuto termine nel 1258, con la conquista di Baghdad da parte dei mongoli. Continua a leggere “Pillole: Califfo”
These Rebellious Iranian Women are Risking Arrest by Dancing on Streets
It's illegal for Iranian women to dance on the street… but that's not stopping them!
Pubblicato da Vocativ su Venerdì 29 giugno 2018
Queste donne che ballano rischiano la prigione perché stanno sfidando pubblicamente la legge iraniana sulla modestia nel comportamento. Un numero sempre maggiore condivide atti di ribellione sui social media, nonostante il pericolo incombente della polizia religiosa. La danza improvvisata in luoghi pubblici è l’ultima provocazione contro la severa legislazione iraniana che si aggiunge all’ondata di quante che non indossano il velo richiesto fuori casa. La protesta del capo scoperto ha portato ad arresti e chi balla potrebbe affrontare un destino simile, ma si spera che queste rivoluzionarie stiano aprendo strada a un futuro migliore per tutte e tutti.

Minoranza islamica risalente al 632, anno della morte del Profeta. Rappresentano il 10-15 per cento dei musulmani. Continua a leggere “Pillole: Sciiti”

Nonostante l’annuncio iniziale del ritiro americano dalla Siria sia stato rettificato – specificando che avverrà solo alla completa sconfitta dell’Isis, e con garanzie da parte turca del rispetto degli alleati curdi, la risoluzione spalanca uno scenario, in cui le cause del conflitto rimangono irrisolte, e il pericolo di un’instabilità permanente non è da escludere. Continua a leggere “Possibili scenari del ritiro americano dalla Siria”

Ortodossi dell’islamismo e corrente maggioritaria per il 90 per cento del mondo arabo. Assunsero questa denominazione per affermare di essere gli eredi della giusta interpretazione del Corano e i seguaci della vera tradizione, o sunna, di Maometto; mentre gli sciiti seguono anche quella dei discendenti del Profeta. Continua a leggere “Pillole: Sunniti”

Uno. La guerra in Yemen – catastrofe i cui numeri sono stati ben illustrati dai mass media, è un disastro per gli interessi di sauditi e americani. L’errore strategico è stato di tale portata da aver prodotto proprio quei risultati che intendeva scongiurare. Continua a leggere “Yemen, cinque riflessioni e una conclusione preliminare”

Il prezzo del greggio non tornerà a salire ai livelli precedenti alla recessione del 2014 e la crisi della governance dei paesi produttori si è irreparabilmente innescata. Continua a leggere “La parabola autoritaria in medio oriente”

Il rapporto del 2018 di Human Rights Watch definisce la Turchia come il primo paese a livello mondiale nella persecuzione di reporter, commentatori e blogger. Continua a leggere “L’affare Khashoggi”

Due eminenti attiviste per l’emancipazione femminile, Samar Badawi e Nassima al-Sadah, sono state arrestate in Arabia Saudita quest’estate. Da maggio sono almeno quindici le detenzioni di figure di alto profilo del movimento per i diritti umani, corredate da una aggressiva campagna che le dipinge come spie e agenti sovversivi per la destabilizzazione dello stato. Continua a leggere “Riforme senza diritti: Arabia Saudita 2030”

L’India è la settima economia e il terzo esercito per effettivi del mondo. Tuttavia, non è parte della Cooperazione Economica Asia-Pacifico – anche se è la terza forza economica asiatica; né del G7 – nonostante sorpassi il Pil di Canada e Italia; né dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico – sebbene emerga fra gli attori in Asia e Africa; e neppure dell’Agenzia Internazionale dell’Energia – essendo uno dei massimi consumatori; e tantomeno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Continua a leggere “Un’età dell’oro per l’India?”
Janna Jihad Ayyad, classe 2006, è un’attivista per la pace e giornalista in erba. Nata nella tribù Banu Tamim, è figlia della direttrice del dipartimento per gli affari della donna del governo palestinese. Ha cominciato a postare reportage sull’occupazione israeliana quando aveva sette anni, dopo l’uccisione di due membri della sua famiglia, usando l’iPhone della madre, e arrivando a ottenere più di 280 mila followers in Facebook. E’ presente su diversi social media in arabo e inglese. “La mia telecamera – ha dichiarato, è più forte di qualsiasi fucile”.

Il ritiro americano dall’accordo multilaterale con la Repubblica Islamica dell’Iran sulla non-proliferazione di armi di distruzione di massa è arrivato forte e chiaro, scoperchiando una serie di interrogativi. Continua a leggere “Fantasmi nucleari dall’Iran alla Corea del Nord”

Dagli anni settanta, hanno preso il via numerosi modelli di partecipazione politica di formazioni islamiche, il cui scopo è l’applicazione alla vita sociale della shari’a, ovvero di concetti coranici, nonostante il testo sacro non includa categorie sulla configurazione o amministrazione dello stato, e fornisca solo indicazioni di giurisprudenza o principi generali, fra cui quello della consultazione negato da tanti assolutismi contemporanei. Continua a leggere “Islam politico”

Parliamoci chiaro. Le armi chimiche c’entrano poco. Negli ultimi sette anni, sono state impiegate, indiscriminatamente, sia dall’esercito siriano, sia dai suoi antagonisti – una parte di questi sostenuta dagli americani, i quali in più occasioni hanno preferito non intralciare l’Isis pur di mettere i bastoni fra le ruote a Damasco. E nessuno ha fatto nulla che potesse cambiare la situazione, a parte qualche gesto isolato e plateale. Continua a leggere “Chi è il nemico in Siria?”

La Turchia, nel silenzio generale, è diventata una minaccia allo stato di diritto internazionale. Le ondate di arresti e licenziamenti – 90 mila al primo trimestre di quest’anno, voluti dal presidente Recep Tayyip Erdoğan, e susseguitisi dal fallito colpo di stato del 15 luglio del 2016, per purgare le istituzioni da chiunque associato con Fethullah Gülen, clerico in esilio in Pennsylvania, si sono estesi oltre i confini domestici. Continua a leggere “Turchia, la deriva autoritaria”

I tribunali militari israeliani hanno un tasso di condanna del 95 per cento dei crimini attribuiti a dimostranti palestinesi. Ahed Tamimi, una ragazza sedicenne, che rischiava fino a dieci anni di carcere, ha patteggiato una pena di otto mesi di reclusione, e circa 1.500 dollari di ammenda, per aver schiaffeggiato un soldato e averlo spinto fuori a calci dal giardino di casa sua, ammettendo quattro dei dodici capi di accusa che le erano stati mossi, fra i quali aggressione aggravata contro un uomo adulto in assetto da combattimento, nonostante lei fosse disarmata. Continua a leggere “Palestina. Ahed Tamimi”

Zehra Doğan è un’artista, giornalista e fotografa, nella Turchia di Erdoğan. E’ anche collaboratrice di Jinha, agenzia di stampa curda, ed è stata incarcerata per il suo lavoro di informazione e denuncia. Ha raccontato la realtà delle città assediate, mostrando la devastazione portata dai combattimenti tra l’esercito e i militanti curdi. Continua a leggere “Free Zehra Doğan”

Attraverso la cortina di fumo sulle dimostrazioni pubbliche delle ultime settimane, proviamo a guardare all’Iran come al laboratorio politico che è sempre stato, con la sua fitta rete di movimenti sociali che hanno lottato senza sosta per modernizzare la nazione e dato vita alla prima rivoluzione costituzionale del medio oriente nel 1906, e dagli anni sessanta e settanta, a quell’islam politico che guadagnerà importanza in seguito alla primavera araba del 2010-11. Continua a leggere “L’Iran fra giochi di palazzo e cambio generazionale”

Aveva risposto all’appello di Masif Alinejad, attivista in esilio, di mostrarsi a capo scoperto – un crimine per le donne in Iran, ed è stata arrestata all’incrocio di due strade a Teheran, dove sventolava il suo hijab a maniera di bandiera bianca. Continua a leggere “Iran. My Stealthy Freedom”

L’accordo con l’Iran sul nucleare procede, conferma una lettera al congresso del segretario di stato americano Rex Tillerson di aprile. Le pressioni di Russia, Cina ed Europa, e l’innegabile adempienza agli obblighi assunti, hanno disinnescato le minacce di Trump di farlo saltare, ma non l’intenzione di diminuire l’influenza del paese. Il summit di Riyadh di maggio ha rinsaldato la coalizione contro il terrorismo degli Stati Uniti con l’Arabia Saudita, suo partner privilegiato dal 1945, che in verità ha l’Iran nel mirino. Continua a leggere “Medio Oriente, il ruolo di Arabia Saudita, Iran e Stati Uniti”

I curdi, 30 milioni di persone dislocate su cinque paesi – secondo dati della Cia del 2014, il 18 per cento in Turchia, il 17.5 in Iraq, il 10 in Iran, il 9.7 in Siria, e due milioni di diaspora in Europa, nutrono aspirazioni di sovranità dalla fine della prima guerra mondiale, quando lo smembramento dell’impero ottomano determinò l’assetto del medio oriente. Continua a leggere “Impegno armato e petrolio, la forza dei curdi indipendentisti”

Sei anni di guerra civile, 470.000 morti – di cui 70.000 per carenza di servizi di salute, farmaci, acqua potabile e condizioni igieniche, 145.000 cittadini scomparsi, quasi 2 milioni di feriti, 6 milioni di sfollati interni, il 10 per cento dei siriani rifugiato, 13 milioni di persone in stato di emergenza umanitaria, e circa 5 milioni di queste in aree inaccessibili agli aiuti. Continua a leggere “Siria. La pantomima della linea rossa”

Un sondaggio sul coinvolgimento degli italiani e le italiane per le notizie di cronaca estera, commissionato all’Ipsos da Rai News e svolto alla fine del 2016, rivela che per il 31 per cento del totale degli intervistati la minaccia percepita come più grave è quella di matrice radicale islamica. Continua a leggere “Il mondo nel 2017”
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