
Con la presa del potere dei talebani in Afghanistan, nell’agosto del 2021, la famiglia di Nila Ibrahimi si è rifugiata prima in Pakistan e, in seguito, in Canada. Da quando aveva tredici anni, si impegna per la tutela dei diritti delle bambine e delle ragazze afghane.
A maggio di quell’anno, era diventato virale un suo video, nel contesto della campagna dell’Istituto nazionale di musica afghano, per ribaltare il divieto, imposto dalla Direzione dell’istruzione di Kabul, di cantare in pubblico per le ragazze sopra i dodici anni. Rifiutandosi di essere messa a tacere, Nila pubblicò online una canzone di protesta e ispirò in migliaia a rivendicare i propri diritti e opporsi alla discriminazione. Questo attivismo coraggioso costrinse l’allora governo afghano ad abrogare la decisione in tre settimane.
Durante la permanenza in Pakistan, lavorò con la Fondazione 30 birds, in attività mirate alla raccolta di fondi, con il fine di evacuare dall’Afghanistan duecento studentesse dell’istituto superiore Marefat, del quartiere a maggioranza hazara di Dasht-e-Barchi a Kabul, rinomato per il sistema educativo all’avanguardia. É co-fondatrice di Her story, una piattaforma sicura affinché le ragazze afghane, sia dentro sia fuori il paese, possano condividere le proprie storie, mettendo in luce aspetti legati a potenziale e resilienza.
Nila collabora con figure chiave nella lotta per la parità di accesso all’istruzione per le donne, le ragazze, e le bambine afghane. Ne è stata la voce in vari eventi, fra il 2023 e il 2025, tra cui il vertice di Ginevra sui diritti umani e la democrazia, e quello di Montreal organizzato da Canadian Women for Women of Afghanistan. É anche intervenuta alla Camera dei lord del Regno Unito, e nell’ambito di iniziative di Ted Talks Vancouver.
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.