Il cortile di casa degli Usa: la Scuola delle Americhe

Cosa hanno in comune il mandante dell’assassinio dell’arcivescovo salvadoregno Oscar Romero, il patriarca della dinastia di dittatori del Nicaragua, i membri della Giunta militare argentina, i comandanti dello squadrone della morte 3-16 in Honduras, il capo del cartello colombiano di Norte del Valle, il corpo paramilitare dei Tontons Macoutes a Haiti? Tutti, insieme a molti altri, si sono diplomati alla Scuola delle Americhe, altrimenti nota come “scuola dei colpi di stato”.

Gli Stati Uniti hanno formato generazioni di personale militare straniero dal 1946, data della fondazione del Centro di addestramento latinoamericano, a Fort Amador, nell’area del Canale di Panama. In questo Centro, poi rinominato Scuola latinoamericana terrestre, venivano impartiti corsi in lingua spagnola sull’uso di armamenti di produzione statunitense, organizzazione militare e tattiche e tecniche di combattimento, oltre a lezioni sui rapporti Stati Uniti-Latinoamerica, relazioni internazionali e storia globale.

Per la studiosa Lesley Gill, a capo del dipartimento di antropologia dell’Università Vanderbilt, a partire dal 1959, in seguito alla Rivoluzione cubana, assunsero un ruolo preminente nei curricula “la riconfigurazione mentale” e “l’americanizzazione culturale” dei cadetti. Allo stesso tempo, si intensificò la produzione di “specialisti in controinsurrezione”, ovvero in operazioni speciali di infiltrazione, propaganda, battaglioni paramilitari, sparizioni forzate, esecuzioni extragiudiziali, tortura fisica e psicologica.

Nel 1963, venne ribattezzata Scuola delle Americhe, diventando il punto di riferimento anche per i teatri di guerra del Vietnam e la Cambogia. Negli anni settanta, la maggior parte degli studenti proveniva da paesi oggetto di golpes del piano Condor di Washington, e la repressione politica delle dittature filoamericane di destra nel Cono Sud, caratterizzati da efferate violenze e sistematiche violazioni dei diritti umani. Nel decennio posteriore, l’attenzione fu posta sul Centroamerica, dove in particolare la Rivoluzione sandinista, in Nicaragua, evocava lo spettro cubano.

L’allora generale Manuel Noriega (già allievo della Scuola) ne ordinò l’espulsione dal Panama, nel 1984. Questa venne, quindi, ricollocata a Fort Benning, in Georgia. Le pressioni delle commissioni d’inchiesta del Congresso e delle organizzazioni non-governative, come School of the Americas Watch e Amnesty International, hanno condotto a un processo di revisione. Nel 2001, è passata a chiamarsi Istituto dell’emisfero occidentale per la cooperazione nella sicurezza. La nuova parola d’ordine è trasparenza e la finalità dichiarata è quella della promozione dei “valori liberal-democratici” tra le leve militari latinoamericane.

 

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