Crimine di apartheid in Palestina

Mentre Israele resta impune, per il crimine di apartheid, il Sudafrica fu oggetto di sanzioni economiche, inclusi embargo su vasta scala e il ritiro degli investimenti, imposte dalle Nazioni Unite e da singoli paesi, e di un generale isolamento a livello politico e culturale. Queste azioni, unite alle proteste interne, ebbero un ruolo cruciale nel determinare la crisi economica sudafricana, e contribuire alla fine del regime di segregazione razziale nel 1994. 

Nella maggior parte degli aspetti della vita, le autorità dello stato di Israele privilegiano in maniera esplicita e metodica gli israeliani e discriminano e opprimono i palestinesi. Leggi, politiche, programmi, e dichiarazioni di importanti funzionari, rendono chiaro che l’obiettivo di mantenere il controllo israeliano sulla demografia, il potere politico, e la terra, ha a lungo guidato i governi che si sono susseguiti. L’infografica di Visualizing Palestine riporta alcune delle dichiarazioni pubbliche più recenti.

Nel perseguire questo obiettivo, le autorità hanno espropriato, confinato, separato con la forza e soggiogato i palestinesi, in virtù della loro identità, con diversi gradi di intensità. In alcune aree, le privazioni sono così gravi che costituiscono atti disumani, ed equivalgono ai crimini contro l’umanità, dell’apartheid, e della persecuzione, secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e come documentato dal rapporto di Human Rights Watch, del 2021, “A threshold crossed: Israeli authorities and the crimes of apartheid and persecution”.

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