Il rito della luce di Nice Nailantei

 

Nice Nailantei è impegnata nella lotta contro la mutilazione genitale femminile in Kenia. Il suo lavoro si dirige alle comunità proponendo un rito di iniziazione all’età adulta alternativo, un passaggio non aggressivo, non inibitorio della vita sessuale, e non rischioso per la salute delle future donne.

La cerimonia, in cui le bambine partecipano accompagnate dagli adulti del villaggio, ruota intorno alla simbologia della luce come rinascita individuale e collettiva, con un canto che recita “spegniamo il fuoco della mutilazione e accendiamo la fiamma dell’educazione”.

Questa prevede sacrifici di animali, capre e vacche, come nella tradizione, ma la mutilazione viene sostituita dalla benedizione da parte degli anziani di libri, quaderni e penne. Prima della festa, viene impartito un corso di igiene personale, educazione sessuale e diritti umani, affinché le bambine apprendano che l’unico vero passaggio alla vita adulta è rappresentato dall’educazione, e che solo la scuola può convertirle in donne capaci di realizzare i propri sogni.

Quando aveva otto anni, Nice riuscì a sottrarsi due volte dal emuare, in lingua masai. Affrontò il nonno, capo della famiglia, e gli chiese di lasciarle prima finire la scuola. L’uomo, attonito dal coraggio e l’insistenza della nipote, accettò, non immaginando che avrebbe studiato fino a laurearsi in gestione sanitaria e avrebbe salvato 1.500 bambine dal destino dal quale lei stessa si era affrancata. La chiave del successo è stato il coinvolgimento dei guerrieri moran, nella sua zona natale di Loitokitok.

Cotanta determinazione si è imposta alla mentalità di una società tribale e seminomade, impermeabile alla modernità per timore di perdere la propria identità, dove agli uomini è permessa la poligamia e si pretende che le donne siano “pure” e sottomesse per essere meritevoli di matrimonio. Nice ha vinto premi, come la borsa di studio statunitense per giovani leader africani, che porta il nome di Nelson Mandela, e il premio tedesco Annemarie Madison. È intervenuta al Parlamento Europeo e, nel 2018, la rivista Time l’ha inclusa nelle 100 personalità più influenti al mondo.

Su un terreno ereditato di recente, sorgerà il progetto “Nice Place”, un gioco di parole fra il suo nome e il riferimento a un luogo gradevole e sicuro , un rifugio per bambine che vogliono sfuggire alla mutilazione e non sanno dove andare. Sarà affiancato da un’accademia tecnica dove potranno formarsi e acquisire le cometenze per diventare autonome.

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