Almanacco: Unione Sovietica

26 dicembre 1991

Il soviet supremo si riunisce per l’ultima volta e dissolve formalmente l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (Urss).  Il giorno precedente Gorbačëv aveva rassegnato le dimissioni da presidente.

Il processo di scioglimento coinvolse sia il sistema politico ed economico, sia la struttura sociale, e avvenne nel periodo compreso tra il 19 gennaio del 1990 e il 31 dicembre del 1991.  La scomparsa della federazione, sancita il 26 dicembre, condusse all’indipendenza delle repubbliche sovietiche e alla restaurazione degli stati baltici.

Nell’agosto del 1991, l’Urss era stata oggetto di un fallito colpo di stato, da parte di elementi dei vertici militari e civili, contrari alla direzione in cui Gorbačëv stava conducendo la nazione, e il nuovo patto federativo che doveva essere siglato a poche settimane.  Settori politici liberisti e filo-occidentali, guidati da Boris Eltsin, usarono questo tentativo per isolare Gorbačëv, bandendo il partito comunista e spezzando l’Unione.

L’eredità politica e militare dell’Urss fu raccolta dalla Russia.  Già nel 1991 le subentrò come membro permanente del consiglio di sicurezza alle Nazioni Unite.

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