
Aeshnina (Nina) Azzahra Aqilani, indonesiana di 17 anni, è una difensora accanita dei diritti dei paesi che vengono esposti alla dannosa pratica dell’esportazione di rifiuti plastici, da parte delle nazioni occidentali industrializzate. Il suo attivismo ha avuto inizio, quando ancora dodicenne, indignata per la riduzione a discarica internazionale della comunità dove viveva, ha indirizzato lettere ai leader del mondo, fra i quali Scott Morrison, allora primo ministro australiano, Angela Merkel, alla presidenza dell’Unione Europea, e Donald Trump, al primo mandato come presidente degli Stati Uniti, chiedendo di mettere fine al “colonialismo plastico”.
Una protesta localizzata si è trasformata presto in una campagna globale. Nina è intervenuta alla Cop26 di Glasgow e al Vertice su plastica e salute di Amsterdam, tenutisi nel 2021, e dalle prime negoziazioni, in Uruguay, per un Trattato globale sulla plastica, nel 2022. Questa militanza ha contribuito a generare coscienza sui pericoli nascosti delle microplastiche e il loro impatto sulla salute, la biodiversità, e i diritti dei minori. Anche grazie al suo impegno, è stato adottato il Patto verde europeo, che bandisce le esportazioni di rifiuti plastici dal territorio dell’Unione, a partire dal 2027, e costituisce una vittoria storica per la giustizia ambientale.
Nina ha fondato River Warriors, un movimento di giovani, che organizza manifestazioni, spedizioni pulitive, e programmi educativi che, negli ultimi anni, ha coinvolto più di 3 mila bambini e bambine. Ha, inoltre, creato un museo sulla contaminazione da plastica, con percorsi didattici, disegnati affinché gli studenti comprendano le varie dimensioni della problematica, e prodotto il documentario “Ragazze per il futuro”, che ha registrato più di 300 mila visualizzazioni.
Combinando la mobilitazione di base e attività a livello internazionale, non solo sta inspirando i suoi coetanei, e incrementando la consapevolezza dell’opinione pubblica, ma sta incidendo in un cambio sistemico per un pianeta sostenibile. Nina ha dimostrato che le voci delle bambine contano e possono fare la differenza.
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