Oggi abbiamo ancora una scelta: convivenza non violenta o co-annientamento violento. Dobbiamo superare l’indecisione per agire.
Martin Luther King Jr.
Blog di Geopolitica di Maddalena Pezzotti

La primavera dei popoli irruppe in Europa nel 1848 e coinvolse diverse realtà, tra cui la Francia e l’Austria, così come la Cecoslovacchia, l’Ungheria e la Germania, che all’epoca facevano parte dell’impero asburgico, e l’Italia, in quelli che allora erano il Regno delle Due Sicilie e il Lombardo-Veneto. Continua a leggere “Grandi momenti della storia: la primavera dei popoli”

Nel contesto della corsa presidenziale del 2008, lo Zimbabwe cadde in una cruenta crisi. Continua a leggere “Capire la geopolitica: Esempi contemporanei – La diplomazia discreta sudafricana verso lo Zimbabwe”

Quando venne firmato il trattato di Waitangi – te titiri o Waitangi in lingua māori -, le isole neozelandesi erano oggetto del temerario piano di colonizzazione della Compagnia della Nuova Zelanda, fondata a Londra nel 1825, e conformata da aristocratici, latifondisti, uomini d’affari, commercianti, banchieri, assicuratori navali, parlamentari, e un importante editore del tempo, i cui membri fecero un uso aggressivo e sostenuto di connessioni politiche per conseguire i propri fini. Continua a leggere “Il trattato di Waitangi”

La Repubblica popolare cinese, che nel 2010 è diventata il maggior consumatore di energia al mondo, acquisisce circa il 50 per cento del petrolio dall’area del Golfo Persico. Continua a leggere “Capire la geopolitica: Esempi contemporanei – Il filo di perle della Cina”


Il regime di Napoleone III, instaurato dal 1852 al 1870, altrimenti conosciuto come Secondo Impero, fu costretto a soccombere alla resistenza opposta dal popolo messicano all’invasione francese, malgrado l’eccellenza militare dell’esercito professionale, comandato dal generale Charles Ferdinand Latrille, conte di Lorencez, veterano della campagna di Algeria e la guerra di Crimea. Continua a leggere “Almanacco: la battaglia di Puebla”

Nella giornata commemorativa della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal fascismo, a coronamento della resistenza italiana al nazifascismo, ricordiamo e ringraziamo le 35 mila donne che operarono come combattenti, le 20 mila patriote, con funzioni di supporto, le 70 mila donne iscritte nei gruppi di difesa della donna e per l’assistenza ai combattenti per la libertà, le 4.653 donne arrestate, torturate e condannate dai tribunali fascisti, le 2.756 donne deportate nei lager tedeschi, le 2.900 donne giustiziate o uccise in combattimento, le 512 commissarie di guerra, le 1.700 donne ferite, le 19 donne medaglia d’oro, e le 17 donne medaglia d’argento.
Carlo Centemeri, Paolo Fresu, Daniele Di Bonaventura, Giovanni Sollima, Renzo Rubino e la Sbanda, e Davide Angelica, da alcune delle località più significative della Resistenza italiana.
L’11 febbraio 1990, Nelson Mandela venne rilasciato dopo 27 anni di carcere. Quattro mesi più tardi, rese un discorso storico al Parlamento Europeo, con il quale rivendicava la necessità di porre termine al sistema politico-economico dell’apartheid, sulla base di un ampio processo di riconciliazione nazionale. Continua a leggere “Liberazione di Nelson Mandela”

Una risoluzione delle Nazioni Unite (A/RES/61/271, 15 giugno 2007) dedica il 2 ottobre, data in cui ricorre l’anniversario della nascita del politico, filosofo e avvocato indiano Mohandas Karamchand Gandhi (1869-1948), alla nonviolenza. Continua a leggere “Giornata internazionale della nonviolenza”

Citando le parole del filosofo Jean-Marie Muller, uno dei più importanti pensatori contemporanei sulla pace, “il mondo si trova in uno stato di violenza e la sua esistenza stessa è sotto minaccia”. Continua a leggere “La filosofia della pace”


Dal 1932 al 1933, i britannici incarcerarono Mohandas Gandhi nella prigione di Yeravda a Pune in India. Durante la detenzione, il leader pacifista tesseva le tele dei propri indumenti, avvalendosi di uno charkha, un arcolaio portatile. Continua a leggere “Immagini iconiche: Gandhi e l’arcolaio”

La Cina e il mondo
Il Toro e la Bambina, 18 marzo 2021
Le ambizioni economiche e geopolitiche della Cina, sebbene monumentali, antagonistiche o aggressive, non esauriscono il ruolo che sta cercando di ricavarsi. Continua a leggere “Evergreen: La Cina e il mondo”

La notte fra il 9 e il 10 novembre 1989 cade il muro di Berlino, evento simbolico della fine di un’epoca, segnata dalla contrapposizione ideologica e geopolitica della guerra fredda.
Continua a leggere “Grandi momenti della storia: caduta del muro di Berlino”

Nell’ambito della nuova architettura per la pace si sono fatte strada apprezzabili organizzazioni non governamentali, fra le quali, il Carter Center di Atlanta, la Comunità di Sant’Egidio di Roma, l’International Crisis Group di Bruxelles, il Centre for Humanitarian Dialogue di Ginevra, la Crisis Management Initiative di Helsinki, il Conflict Prevention and Peace Forum di New York, e la Nonviolent Peaceforce di Ginevra. Continua a leggere “Società civile e mediazioni internazionali”

Il 12 settembre 1990 ebbe inizio la riunificazione della Germania, grazie alla firma del trattato sul suo stato finale, tra la Repubblica democratica tedesca (Rdt), la Repubblica federale tedesca (Rft), e le quattro potenze che la occuparono alla fine della seconda guerra mondiale. Continua a leggere “Almanacco: riunificazione della Germania”

L’asse sino-russo. Una spina nel fianco per gli Stati Uniti
Il Toro e la Bambina, 25 maggio 2021
L’incontro fra i ministri degli esteri cinese, Wang Yi, e russo, Sergey Lavrov, dello scorso marzo è stato tutto tranne un gesto retorico. Continua a leggere “Evergreen: L’asse sino-russo. Una spina nel fianco per gli Stati Uniti”

La diplomazia multilivello, e il pensiero di specialisti come Lederach, hanno permeato la logica del peacebuilding, entrando a far parte del linguaggio dell’Onu, dell’Unione Europea (Ue), di importanti organismi regionali e di singoli governi nazionali. Continua a leggere “L’architettura della pace”

Attraverso i secoli, eventi diversi esemplificano la centralità dello studio dei territori per il posizionamento geopolitico: le guerre persiane di Alessandro Magno, i piani di conquista di Bisanzio del normanno Ruggero II di Sicilia, la sottomissione delle Americhe da parte dell’impero spagnolo, le annessioni coloniali in Africa e Asia delle potenze commerciali europee, e il riassetto del vecchio continente all’indomani della prima guerra mondiale. Continua a leggere “Capire la geopolitica: esempi dalla storia”


I negoziati di alto profilo, mirati a stabilire accordi tra parti coinvolte in conflagrazioni belliche, sono di norma oggetto dell’operato delle cancellerie, e corrispondono all’attività anche conosciuta di peacemaking. Esistono, tuttavia, altre realtà che, sul piano locale, nazionale e mondiale, e a diversi livelli di approfondimento e interlocuzione, concorrono alla sostanza dei colloqui di pace e il loro successo. Continua a leggere “La diplomazia multilivello”

Con la pace di Westfalia (trattati di Münster e di Osnabrück), nel 1648, si instaura l’ordine internazionale moderno. Continua a leggere “Grandi momenti della storia: la pace di Westfalia”

La pericolosa ritrovata unità dell’Iran
Il Toro e la Bambina, 19 febbraio 2022
Una nuova era si è aperta per la Repubblica Islamica dell’Iran, con una ritrovata unità che strizza l’occhio ai riformisti, ma cementa il potente apparato parallelo. Continua a leggere “Evergreen: La pericolosa ritrovata unità dell’Iran”

Parte della scuola francese di geopolitica, Gérard Dussouy ha presentato, in diverse pubblicazioni fra il 2001 e il 2009, un modello della configurazione sistemica geopolitica, nel quale la complessità viene affrontata approcciando la successione di cinque spazi.
Continua a leggere “Capire la geopolitica: Gérard Dussouy”

La diplomazia preventiva si colloca nel quadro dell’impegno per la sicurezza e ha come base il riconoscimento della necessità imprescindibile di intervenire prima che una controversia degeneri in un conflitto armato. Continua a leggere “Le parole della Bambina: diplomazia preventiva”

Un’altra forma di analisi, basata sull’approccio empirico, si trova nel pensiero di studiosi che indagano le mappe mentali e le visioni geopolitiche. Continua a leggere “Capire la geopolitica: Gertjan Dijkink”

La concezione politica dell’islam si fonda su due principi: per il primo, i musulmani, se liberi, sono tutti uguali, senza distinzione di razza e di lingua; per il secondo, un infedele non può avere autorità su un musulmano. Su questa base, il mondo viene diviso in due parti: quella costituita dai paesi dell’islam, dār al-Islām, e quella dei paesi di guerra, dār al-ḥarb, abitati e governati da infedeli. Continua a leggere “Pillole: Umma”

La crisi ucraina ha provocato il caos nel mercato energetico, con un incremento del costo del petrolio, del gas, e del carbone, fino al doppio del loro valore precedente, e una corsa scomposta ad alternative di approvvigionamento. Questa situazione ha messo in risalto la necessità, evidente da decenni, di stabilire politiche di lungo termine, in modo da guadagnare livelli di autonomia, vis-à-vis condizioni e variabili geostrategiche, e contribuire alla preservazione dell’equilibrio ambientale, con il superamento del modello fossile. Continua a leggere “La grande battaglia dell’energia”

In che misura la Russia rappresenta un pericolo per gli Stati Uniti?
Il Toro e la Bambina, 12 dicembre 2020
La sicurezza nazionale americana indica due minacce principali: Cina e Russia. L’ex-presidente Donald Trump assunse l’incarico con la risolutezza di migliorare le relazioni con il Cremlino, ma il resto dell’esecutivo e il congresso hanno continuato a promuovere politiche severe, e queste si trovano nel loro peggior momento dal 1985.
Continua a leggere “Evergreen: In che misura la Russia rappresenta un pericolo per gli Stati Uniti?”

Il ritorno in auge della geopolitica, dagli anni settanta in avanti, è stato promosso dal lavoro degli studiosi Yves Lacoste (1929), Gérard Dussouy (1945) e Gertjan Dijkink (1969), e determinato dall’evoluzione dell’analisi empirica. Fu il francese, Yves Lacoste, a combinare i fondamenti della geografia e della storia e, invece di creare una teoria geopolitica, si concentrò sulla definizione di una metodologia. Continua a leggere “Capire la geopolitica: Yves Lacoste”

22 maggio 1998
Due referendum ebbero luogo in Irlanda per l’approvazione dell’accordo del Venerdì Santo, altrimenti conosciuto come l’accordo di Belfast, firmato il 10 aprile dello stesso anno. Continua a leggere “Grandi momenti della storia: l’accordo del Venerdì Santo”


7 aprile 1954
Il presidente degli Stati Uniti, Dwight D. Eisenhower, a seguito della caduta dell’Indocina francese, oggi Vietnam, si riferì, per la prima volta, al rischio dell’espansione del comunismo nel sud-est asiatico. In questo frangente, coniò la cosiddetta “teoria dell’effetto domino”, che determinarà la posizione degli Stati Uniti nel decennio seguente. Continua a leggere “Almanacco: Indocina”

Una scuola importante per l’evoluzione della dottrina geopolitica è stata quella francese. Élisée Reclus (1830-1905), Paul Vidal de la Blanche (1845-1918), Jacques Ancel (1879-1936), e Fernand Braudel (1902-1985), ne sono considerati i fondatori, i quali si sono opposti al determinismo della tradizione tedesca e la sua focalizzazione in eventi temporali puntuali. Continua a leggere “Capire la geopolitica: la scuola francese”

Una nuova era si è aperta per la Repubblica Islamica dell’Iran, con una ritrovata unità che strizza l’occhio ai riformisti, ma cementa il potente apparato parallelo. Dalla sua fondazione nel 1979, è stata caratterizata dall’esistenza di uno stato nello stato. I premier, alla guida degli esecutivi scelti con suffragio diretto, e i leader supremi, al vertice delle strutture incaricate di preservare gli ideali della rivoluzione, sono sempre entrati in collisione, dando luogo a divisioni profonde. Continua a leggere “La pericolosa ritrovata unità dell’Iran”

La forza del complesso militare-industriale della Turchia, e il disimpegno degli americani dal Medio Oriente, ne hanno facilitato il posizionamento assertivo nel teatro nei conflitti regionali. Questa autosufficienza ha sostenuto le ambizioni geopolitiche del paese in Iraq, Libia e Siria, e permesso sia l’estensione delle operazioni navali nel Mediterraneo, sia l’istallazione di basi in Qatar e Somalia. Continua a leggere “La Turchia e l’occidente”

Afghanistan. Anche le “guerre buone” finiscono male
Il Toro e la Bambina, 9 settembre 2020
Tutti i presidenti americani, dal 2001 a oggi, hanno inseguito il momento adatto per ritirarsi dall’Afghanistan, ossia quell’ineffabile punto di equilibrio fra l’intensità della guerra e la solidità del governo che permettesse un’evacuazione senza il rischio di un’ondata terroristica. Neppure uno è riuscito nell’intento e non per assenza di opportunità. Continua a leggere “Evergreen: Afghanistan. Anche le “guerre buone” finiscono male”

26 aprile – 21 luglio 1954
Con la conferenza di Ginevra, i rappresentanti delle quattro grandi potenze vincitrici della seconda guerra mondiale – Unione Sovietica, Stati Uniti, Regno Unito e Francia -, insieme alla Repubblica Popolare Cinese, lavorarono a un accordo per la stabilizzazione della Corea e dell’Indocina francese. Continua a leggere “Grandi momenti della storia: la conferenza di Ginevra”

Se si coniugano la geopolitica classica e quella contemporanea, omettendo le piste fuorvianti della disciplina e piuttosto concentrandosi sulla sua revisione critica, emerge un nuovo approccio alle relazioni internazionali. Continua a leggere “Capire la geopolitica: tre domande cardine”

L’incontro fra i ministri degli esteri cinese, Wang Yi, e russo, Sergey Lavrov, dello scorso marzo è stato tutto tranne un gesto retorico. Continua a leggere “L’asse sino-russo. Una spina nel fianco per gli Stati Uniti”


Le ambizioni economiche e geopolitiche della Cina, sebbene monumentali, antagonistiche o aggressive, non esauriscono il ruolo che sta cercando di ricavarsi. Come si voglia interpretare il suo espansionismo, per comprenderne intenzioni e portata, bisogna considerare che, nella visione che vuole proiettare, esistono connotazioni di indole storica e morale. Continua a leggere “La Cina e il mondo”

4 marzo 1789
Il primo congresso della storia degli Stati Uniti d’America, composto da 13 rappresentanti e 9 senatori, si riunisce e dichiara l’entrata in vigore della costituzione. Continua a leggere “Almanacco: la costituzione degli Stati Uniti”

Organizzazione costituita al Cairo, nel 1945, da Egitto, Arabia Saudita, Giordania, Iraq, Libano, Siria e Yemen del Nord, con l’obiettivo di coordinare azioni di politica estera e promuovere la cooperazione culturale nel mondo arabo. Continua a leggere “Pillole: Lega araba”

I temi che per lungo tempo hanno definito la politica americana in Medio Oriente hanno perso rilevanza. A dispetto di una maggiore complessità di fattori, Washington non ha saputo rifocalizzare e riorientare la propria presenza nella regione. Continua a leggere “Stati Uniti e Medio Oriente: si riparte dal via”

Saul Cohen è il terzo più importante esperto contemporaneo di geopolitica. La sua ricerca si relaziona con la tradizione accademica della differenziazione geografica e mostra che la geopolitica non ha a che vedere solo con i conflitti internazionali. Continua a leggere “Capire la geopolitica: Saul Cohen”

Nome in codice Eureka, la conferenza di Teheran si svolse dal 28 novembre al 1 dicembre del 1943, due anni dopo l’invasione anglo-sovietica dell’Iran. In questo incontro di strategia, vennero decisi scopo e tempistica delle azioni contro il nazismo, inclusi i piani per l’invasione alleata della Francia, operazione Overlord, ricordata come D-Day e lanciata nel 1944, e la divisione della Germania, mantenuta durante la guerra fredda. Continua a leggere “Grandi momenti della storia: la conferenza di Teheran”

Donald Trump ha posto a dura prova l’ordine costituito dagli Stati Uniti nei settant’anni dalla fine del secondo conflitto mondiale. Sebbene il dibattito si sia impantanato in una dicotomia fuorviante animata da antagonisti che spingono verso la sua dissoluzione e nostalgici che puntano alla sua ricomposizione, nessuna delle opzioni è viabile. Continua a leggere “Quali alleanze per gli Stati Uniti dopo Trump?”

3 novembre 1970
Fondatore del partito socialista del Cile, Salvador Allende fu il primo dirigente marxista ad arrivare alla presidenza attraverso le urne in America Latina. Continua a leggere “Almanacco: Salvador Allende giura come presidente del Cile”

A distanza di un decennio, due crisi planetarie, quella economica derivata dall’emergenza sanitaria in corso e quella finanziaria del 2008, hanno fatto vacillare il sistema capitalista della produzione e della società. Il ripiegamento del gigante statunitense su questioni che in maniera selettiva collocano al centro interessi domestici, lasciando esorbitanti spazi di vuoto sul piano internazionale, il consolidamento del peso della Cina nella geopolitica, e l’allontamento progressivo dell’Europa dai luoghi del potere, pongono alcuni interrogativi rispetto al futuro. Continua a leggere “Stati Uniti e Cina: chi conduce il gioco?”

Jakub Grygiel è fra gli intellettuali che dalla decada degli ottanta hanno contribuito a progredire la scienza geopolitica. Consigliere per gli affari europei della Casa Bianca nel biennio 2017-2018, e accademico dell’Università Cattolica Americana e del Centro di Analisi della Politica Europea di Washington, si è laureato a Princeton. Continua a leggere “Capire la geopolitica: Jakub Grygiel”

Tutti i presidenti americani, dal 2001 a oggi, hanno inseguito il momento adatto per ritirarsi dall’Afghanistan, ossia quell’ineffabile punto di equilibrio fra l’intensità della guerra e la solidità del governo che permettesse un’evacuazione senza il rischio di un’ondata terroristica. Neppure uno è riuscito nell’intento e non per assenza di opportunità. Continua a leggere “Afghanistan: anche le “guerre buone” finiscono male”

La reazione alla paura e l’incertezza, infuse dalla propagazione rapida e letale del nuovo coronavirus, e al severo impatto economico del confinamento sociale, hanno fatto insorgere speculazioni su un cambio radicale nell’etica e l’ordine globale post crisi. Con probabilità, non sarà così. Continua a leggere “Lezioni sul mondo dalla pandemia”

Discriminazione nell’era Obama
Il Toro e la Bambina, 7 luglio 2016
Al termine della gestione del primo presidente afro-americano degli Stati Uniti è tempo di bilanci e analisi sia del suo lascito, in un paese che ha visto mutare posizione e ruolo nell’ordine del mondo, sia della carica simbolica e la speranza di cambiamento, accese dalla sua prima elezione, in una società attraversata da laceranti brecce sociali e una feroce crisi economica. Continua a leggere “Evergreen: Discriminazione razziale nell’era Obama”

Ideologia politica e movimento, appartenenti all’ambito del nazionalismo arabo, intesi a promuovere l’unità, o quanto meno una vasta solidarietà politica e culturale, fra i popoli di lingua e civiltà araba. Dal 1945 ha trovato espressione, sul piano istituzionale, nella Lega degli Stati Arabi. Continua a leggere “Pillole: Panarabismo”


Colin Gray è uno dei tre studiosi che hanno dato il maggior contributo intellettuale alla geopolitica, dagli anni ottanta a oggi. Laureato a Oxford, è stato consigliere di politica estera di Reagan, dal 1982 al 1987, e fondatore dell’Istituto Nazionale di Politica Pubblica di Washington. Continua a leggere “Capire la geopolitica: Colin Gray”
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